Salvatore
Quasimodo nasce a Modica agli inizi del secolo in quella casa
a mezza costa, fra la via Posterla e la via Castello, all'ombra
della torre merlata di Tommaso Campailla dove il filosofo, poeta
e scienzato, due secoli prima, aveva ospitato l'amico Giorgio
Berkeley.
Sono
gli anni in cui il musicista Pietro Floridia va in cartellone
assieme a Puccini ed il pittore Enrico Maltese raccoglie consensi
di critica per le sue opere, delle quali finissima testimonianza
sono gli olii dipinti per i costumi della "Maruzza" che, in
apertura dei nostri lavori, abbiamo potuto ammirare in una bella
esposizione, allestita in collaborazione con la Casa editrice
Ricordi.
A
Modica vivono ed insegnano Virgilio Brocchi e Niccolo' Rodolico.
Paolo Revelli e gia partito e sta scrivendo "Il Comune di Modica",
la prima monografia geografica, avente per oggetto un comune,
che sia stata pubblicata in Italia, la pił pregevole delle opere
siciliane di questo scienziato che, per oltre un trentennio,
dara' lustro alla Universita di Genova. A Catania, rettore magnifico
di quella Universitą, e' Giovan Pietro Grimaldi che, nella sua
villa modicana di Fondolongo, dalla quale il mare di La Pira
sembra toccarsi, ha un attrezzato gabinetto scientifico per
i suoi esperimenti di fisica. Modica e' la quarta cittą della
Sicilia e si propone come una capitale culturale dell'isola,
dopo esserne stata per secoli la contea pił potente. Quasimodo
nasce in questo momento e questa atmosfera gli rimane dentro,
pur fra le tante peregrinazioni che nel 1909 lo porteranno a
Messina.
Qui
l'incontro e l'amicizia con Giorgio La Pira hanno matrice nella
loro condizione di esuli: forse le lettere che arrivano da Pozzallo
portano, per Salvatore, l'eco lontana di quella patria "area
di visioni esatte / dei paesi e dei mari / della scienza e dell'arte"
che egli non ebbe tempo di amare.
Il
Poeta, la sua Cittą, un "incontro" di pacificazione.
Mentre
Firenze assisteva al consumarsi delle ultime ore di vita di
Alessandro Bonsanti, sindaco della cittą e letterato di rara
sensibilitą, Mario Sipala, a Modica, apriva il Convegno parlando
del quaderno giovanile di Salvatore Quasimodo intitolato "Bacia
la soglia della tua casa". Sono trascorsi cinquantaquattro anni
da quando proprio Alessandro Bonsanti pubblicava sulla rivista
fiorentina "Solaria" tre poesie, scommettendo su quel
poeta sconosciuto che tanti anni prima era fuggito di notte
con un mantello corto e alcuni versi in tasca. Un passaggio
storico che Quasimodo non manca di sottolineare: "Non mi
par vero di essere anch'io solariano".
Con
la pubblicazione degli Atti teniamo fede ad un impegno che avevamo
preso con i relatori e con i numerosi partecipanti ai lavori
del Convegno. Questi Atti sono un contributo all'approfondimento
della problematica quasimodiana e, licenziandoli, voglio sperare
che possano avere miglior fortuna di un Convegno "dimenticato".
Orazio
Galfo